Vecchio Partenone

Atene, Grecia

Vecchio Partenone

9.4

Il vecchio Partenone o pre‐Partenone, come frequentemente chiamato, fu il primo tentativo di costruire un santuario per Atena Parthenos sul sito dell'attuale Partenone ebbe inizio poco dopo la battaglia di Maratona (circa 490-488 a.C.), su solide fondazioni calcaree che estendevano e livellavano la parte meridionale della cima dell'acropoli. Questo edificio sostituiva l'Hekatompedon e si trovava accanto al tempio arcaico dedicato ad Atena Poliàs. Il vecchio Partenone, spesso indicato come pre-Partenone, era ancora in costruzione quando i Persiani saccheggiarono la città nel 480 a.C., bruciando praticamente ogni edificio sull'acropoli.

Dopo la fine della seconda guerra persiana gli Ateniesi incorporarono molti degli elementi architettonici del tempio incompiuto (rocchi di colonne scanalate, triglifi, metope) nel muro fortificato settentrionale di nuova costruzione dell'acropoli, dove fungevano da importante "memoriale bellico" e sono ancor oggi visibili. L'esistenza di entrambi i proto-Partenoni e la loro distruzione sono note da Erodoto e i rocchi delle colonne erano chiaramente visibili nel muro settentrionale dell'Eretteo. Un'ulteriore prova materiale di questa struttura fu rivelata dagli scavi di Panagis Kavvadias del 1885-1890: i risultati di questo scavo permisero a Wilhelm Dörpfeld, allora direttore dell'Istituto archeologico tedesco, di affermare che esistesse una sottostruttura distinta per il Partenone originale, chiamato "Partenone I" da Dörpfeld, non immediatamente sotto l'edificio attuale, come era stato presunto in precedenza. L'osservazione di Dörpfeld era che i tre gradini del primo Partenone consistevano di due gradini di marmo pario, proveniente dall'isola di Poros, lo stesso delle fondazioni, e di un gradino superiore di calcare Karrha che venne coperto dal gradino più basso del Partenone di Pericle. Questa piattaforma era più piccola e leggermente a nord del Partenone finale; ciò indica che era stata costruita per un edificio del tutto diverso, ora completamente ricoperto. Questa rappresentazione fu in qualche modo complicata con la pubblicazione della relazione finale sugli scavi del 1885-1890, che indicava la sottostruttura come contemporanea alle mura di Cimone, implicando una datazione successiva per il primo tempio.

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